Tortellata di San Giovanni

Stasera a Parma tutti usciranno per mangiare i tipici tortelli di erbetta di San Giovanni … Una sera durante la quale è considerato di buon auspicio cenare all’aperto per esporsi alla rugiada, quindi saranno numerose le feste gastronomiche in tutti i paesi.

Io, che sono nato in campagna e sono legato alle tradizioni contadine, ricordo che questa notte era magica quando ero piccolo, perché la notte di S. Giovanni, la più breve dell’anno, rientrava nelle celebrazioni solstiziali.
In questa festa, secondo un’antica credenza, il sole, che simboleggia il fuoco si sposava con la luna, l’acqua: da qui i riti e gli usi dei falò e della rugiada.
I falò accesi nei campi la notte di S. Giovanni erano considerati, oltre che propiziatori anche purificatori. I contadini si posizionavano in cima alle colline, e accendevano grandi falò in onore del sole, ma vi gettavano dentro anche cose vecchie, perché’ il fumo che ne scaturiva tenesse lontane le streghe, che scorrazzavano per le campagne, alla ricerca di erbe…
Le erbe raccolte in questa notte dicevano avessero un potere particolare, in grado di scacciare ogni malattia.
Ricordo che mia nonna raccoglieva l’iperico detto anche erba di S. Giovanni e e l’artemisia, chiamata anche assenzio.
Per San Giovanni si rinnova tuttora un’antica usanza, ovvero la raccolta di un certo numero di noci verdi per ricavarne un liquore che duri tutto l’anno, il nocino.

E i tortelli? Il tortello d’erbetta è tra le paste ripiene che preferisco, è un primo fresco, saporito e delicato, che viene consumato tutto l’anno, ma che in questo periodo mi annuncia l’inizio dell’estate.
Nelle mie gastronomie li trovate sempre freschissimi, fatti con ricotta e parmigiano selezionati per garantire quel sapore inimitabile che amo proporre ai miei affezionati clienti.

Vi auguro dunque buona serata e buona rugiada!

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